Dopo appena due anni siamo chiamati ad eleggere un nuovo Parlamento nel nome di un rinnovamento politico. Ma di nuovo, a queste condizioni, ci sarà poco o niente. Nessuna faccia nuova e nessuna idea nuova, infatti, si intravedono sull'orizzonte politico del nostro "Bel Paese". Ci sarà, come nel passato, solo una nuova ripartizione delle poltrone e degli incarichi di Governo. I prossimi che verranno, insomma, saranno giorni di affannosa rincorsa per l'accaparramento del potere da parte dei soliti noti. Queste nuove elezioni saranno solo l'occasione per rimescolare un pò le carte ed iniziare una nuova partita. Chi era a sinistra si sposterà a destra, chi era a destra si sposterà a sinistra, altri confluiranno al centro e così via, come in un'allegra quadriglia. Ma di allegro c'è davvero ben poco. Tanto a giocare la partita saranno sempre gli stessi, i politici boriosi ed arroganti da una parte ed il popolo inerme dall'altro. Loro, i politici, continueranno a spartirsi privilegi ed introiti, noi, il popolo, ad incassare aumenti di tasse, rincari di tariffe e di servizi malamente funzionanti, costi sempre più elevati dei generi di prima necessità e salari sempre più bassi, perchè fermi e rosicchiati dall'inflazione, dovuta ad un'economia ferma e quasi sull'orlo di una recessione, perchè non supportata da una politica economica stabile e convincente. Insomma, dopo oltre vent'anni di "Seconda Repubblica" nulla ancora è cambiato. "Tutto cambiò, affinchè nulla cambiasse", così espresse il suo rammarico il Principe di Salina ne "Il Gattopardo", famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Mai citazione mi è sembrata più appropriata.
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