sabato 9 febbraio 2008

La "rivoluzione" del '99 - 4^ parte

Ma era già troppo tardi. La città fu investita da ogni lato dalle orde sanfediste e a nulla valsero gli atti d’eroismo singoli o collettivi, come quello del forte di Vigliena che esplose con tutti i suoi occupanti, per evitare di cederlo intatto ai riconquistatori.
Con l’ingresso in Napoli dell’esercito sanfedista, avvenuto il 13 giugno del 1799, l’avventura della Repubblica Partenopea poteva ritenersi sostanzialmente conclusa, anche se molti patrioti, asserragliatisi in Sant’Elmo, in Castel dell’Ovo e in Castelnuovo, continuarono una strenua resistenza fino al 21 giugno, giorno in cui fu sottoscritta la loro totale capitolazione.
Durante la campagna per la riconquista del regno, il cardinale Ruffo dimostrò di essere certamente un buon condottiero e rivelò di essere soprattutto un ottimo soldato quando riconobbe il valore dei suoi avversari. Nei patti di resa che sottoscrisse, infatti, concesse l’onore delle armi e assicurò salva la vita a tutti coloro che fossero migrati per sempre in Francia.
Il patto del cardinale, però, non piacque alla corte di Palermo e, soprattutto, non piacque agli Inglesi che insistettero affinché Fabrizio Ruffo fosse destituito dal suo incarico e che fosse istituita una Giunta di Stato che avrebbe dovuto giudicare, come rei, tutti i prigionieri politici, già imbarcati sulle navi nell’attesa di salpare per la Francia.
Il re Ferdinando non seppe decidersi e allora, agendo d’iniziativa, l’ammiraglio inglese Nelson diede inizio alla stagione dei processi sommari e delle impiccagioni.
Nella vicenda, Ferdinando, più che succube degli Inglesi, si mostrò dominato dal volere della moglie Maria Carolina che, a sua volta, subiva l’influenza negativa di Lady Hamilton e di Orazio Nelson. A proposito di quest’ultimo, si ritiene che l’ammiraglio sia stato uno degli amanti segreti della regina di Napoli.
La crudeltà di quest’uomo si manifestò in tutta la sua nitidezza quando, con un processo sommario, ottenne di giustiziare l’ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo.
(continua)

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